Pensa con le orecchie

Il potere del suono nella comunicazione



Fan della nazionale islandese vestono la nuova maglia.

Lo sapevate che a Vancouver, in Canada, la musica classica diffusa nei parchi pubblici ha fatto diminuire gli atti di vandalismo e i crimini violenti?

E che, quando veniva diffusa musica classica attraverso gli altoparlanti della metropolitana di Londra, furti e atti vandalici diminuivano, rispettivamente, del 33% e del 25%? [1]


Il suono può determinare che tipo di vino scegliamo al supermercato; il suono di una cannuccia che affonda in un bicchiere ci farà venire un'irrefrenabile voglia di una nota bibita gasata; General Electric ha inventato il primo logo sonoro negli anni '50 e il "crunch" dei cereali Kellogg's è frutto di anni di ricerche in laboratorio.


Probabilmente molti di voi non riconoscerebbero dei loghi aziendali, se non associati a dei prodotti, ma tutti assocerebbero un brand o un prodotto ad un jingle particolarmente accattivante.

Se dico "si con riso, senza lattosio", ad esempio, tutti saprebbero riprodurne il motivo e, soprattutto, che stiamo parlando della Scotti.


Gli studi più recenti, soprattutto nel campo del sensory branding e del neuromarketing, hanno sottolineato quanto il percepire attraverso i sensi (non solo l'udito ma anche l'olfatto, il gusto, il tatto) spesso sia più efficace e influenzi il pensiero razionale e le decisioni d'acquisto o meno.

Ecco perché nello scegliere i vestiti ci piace accarezzarli o il nostro cervello produce endorfina nell'annusare il fintissimo profumo della nostra nuova automobile appena ritirata dal concessionario.


Spesso quando si producono campagne pubblicitarie, video aziendali o si ricerca la musica di background per un documentario o un mini-video social, si sottovaluta l'importanza della musica.

Studiamo colori, font, copy, paghiamo profumatamente testimonial o influencer e poi appoggiamo il tutto sopra una traccia acquistata a 2€ in una library, vanificando così ore e ore di creatività e soprattutto migliaia di euro di investimenti.


Qual'è la nostra soluzione? Sicuramente rivedere le priorità di un progetto, non limitandosi ad appagare un solo senso (la vista), quello più saturo, ma elaborando strategie creative per coccolare e stimolare l'udito del vostro target.

Che si tratti di una musica composta ad hoc o di una traccia acquistata da una library, è importante affidarsi a servizi che garantiscano alta qualità, creatività e originalità. Dovete pensare che, utilizzando una buona colonna sonora sarete in grado di toccare delle corde che il vostro visual e il vostro copy non saranno in grado di fare: stimolare aree del nostro cervello che possono influenzare i comportamenti d'acquisto o di scelta del nostro target.


Ecco, ad esempio, come abbiamo scelto di far "suonare" il nuovo kit di gioco della nazionale di calcio islandese, partendo da un suono molto riconoscibile che, grazie al calore e alla simpatia dei tifosi islandesi aveva fatto il giro del mondo: la "Geyser Dance".

A fare notizia, oltre agli incredibili e inaspettati risultati della squadra, anche i coloratissimi e rumorosissimi tifosi che, per sostenere dagli spalti la propria nazionale, hanno inventato una particolare esultanza, mixando battimani e urla vichinghe, a simulare il ribollire ed esplodere di un geyser.

Ben presto quell'esultanza è diventata "il suono di una nazione", creando un senso di unità e vicinanza con la squadra impegnata per la prima volta nella Coppa del Mondo.




[1] M. Lindstrom, Neuromarketing - Attività cerebrale e comportamenti d'acquisto, Apogeo, 2013

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